lunedì 30 settembre 2013

M come Munari

...e Munari come:
creatività
attività pratica
fare per capire
laboratorio
esperienza
continua evoluzione
soluzione

Munari è tante cose, basti pensare che è stato grafico, scrittore e creatore di libri e giochi per bambini, scultore, fotografo, artefice di un metodo per la didattica dell'Arte, designer, artista.
Munari è soprattutto un creativo e in quanto tale è stato tutto quello che ha voluto essere.
Un moto continuo sempre in evoluzione, mai statico e mai stanco (mi vien da pensare!)...alla ricerca continua di soluzioni pratiche, ma che allo stesso tempo avessero un senso estetico; un'estetica essenziale e semplice, ma raffinata.
Ho letto molto di lui e apprezzo il suo metodo applicato alla didattica per l'Arte; una scuola, attraverso il Master in Metodologia BM®, lo insegna. Una ripetizione di ciò che lui ha fatto e non un'applicazione creativa di ciò che ci ha lasciato adattato alla realtà che ci circonda e che ha subito profondi cambiamenti.
Come tutti i metodi, quanto vengono riconosciuti, diventano statici e ripetitivi.
Munari era questo?!




lampada Falkland

«Un giorno sono andato in una fabbrica di calze per vedere se mi potevano fare una lampada.
- Noi non facciamo lampade, signore. - Vedrete che le farete. E così fu.»
B. Munari




Abitacolo

«Struttura montabile e smontabile in varie combinazioni. Abitacolo è una struttura abitabile,
un supporto quasi invisibile per il proprio microcosmo. Pesa 51 chili e può portare anche
venti persone»
B. Munari



posacenere cubo




una Scultura da viaggio pensata per abbellire anonime stanze d'albergo



Scimmietta ZIZI'


Ricerca della comodità in una poltrona scomoda



Progetto semplice, omaggio a Bruno Munari



Una curiosità che ho trovato navigando in internet. Si tratta di un progetto che trovate spiegato qui: http://www.fabbricaginestra.it/progetto-semplice-omaggio-a-bruno-munari 



giovedì 4 luglio 2013

Non voglio fare basta

A progetti conclusi mi guardo sempre indietro. E' andata bene, anche quest'anno è andata bene! Le attività culturali sono sempre in bilico, soprattutto nei periodi di crisi. Ancora sfugge che sono proprio questi i momenti in cui bisogna investire nella Cultura per impedire LO SVUOTAMENTO. A questo proposito trascrivo un articolo che ho trovato tempo fa sul Corriere della Sera e, a seguire, la lettera di una bambina che ho avuto il piacere di conoscere quest'anno, all'interno del progetto Mus-e per cui lavoro.

Dopo scuola: scegliere la ginnastica oppure l'arte
di FEDERICA MORMANDO

Dalla fine dello scorso secolo si va affermando la convinzione che intelligenza coincida con matematica e, assimilandola alla scienza, con abilità tecnologiche. E quindi, passando dalla mente al corpo, pare che la formazione necessaria ai bambini sia per lo più ginnica: muscolare, logica e paralogica. In questo <<culturismo>> l'arte è un hobby, la storia dell'arte, dove la si insegni, è spesso ridotta a elenco di date e dati, il disegno, a scarabocchi detti spontanei. Un po' meglio va alla musica, aureolata dai talenti televisivi. Nell'ottica consumistica <<arte>> esiste solo se equiparata a successo. Quindi è rischiosa, a differenza di ingegneria o informatica. Ma il vero rischio è trascurare la formazione artistica. Ad esempio, vedo che troppi non conoscono la metafora, che permette di trasferire anche le più dolorose esperienze nel regno del sopportabile, trasformandole in immagini e parole. Metafora, che risuona in un luogo del cervello e del cuore un po' lontano dagli incendi dell'esperienza: quello della poesia. L'arte figurativa mette a fuoco il mondo per come risuona in noi, rappresentandolo. <<Ho capito com'è il mondo dentro di me>>, diceva un bimbo dopo tre incontri con il maestro d'arte. Quanto alla musica, primo linguaggio dell'umanità, è un patrimonio di armonia: il mondo perfetto che consola e sublima i frammenti in cui talora si spezza la vita. Dare ai bambini e permettere a noi grandi una formazione artistica è donare il linguaggio che universalmente racconta di noi. Non a caso le dittature spietate la proibiscono: nessuna catena può impedirci di ascoltare nella nostra mente una melodia, di trasformare la vita in poesia o immagine. Bisogna donare l'arte ai bambini: è la possibilità di essere liberi e cambiare il mondo. Quanto lo si può, su questa terra.

in Corriere della Sera, Sabato 20 Ottobre 2012, pg. 47

PER LA ELENA
di Mubin

ELENA DI MUS-E QUELLO CHE ABBIAMO FATTO CON VOI E' BELLISSIMO PER VOI GRAZIE MILLE. ABBIAMO IMPARATO TANTO CON I STRUMENTI MI E' PIACIUTO MOLTISSIMO QUELLO CHE ABBIAMO FATTO CON TE ERA BELLISSIMO. OGGI E' ULTIMO GIORNO DI MUS-E QUINDI E' BELLO VOGLIO FARE ANCORA IL MUS-E NON VOGLIO FARE BASTA PERCHE' MI PIACE.

Ricordo con piacere l'interesse e l'attenzione che questa bambina ha sempre mostrato durante le mie attività. Dare ai bambini come anche agli adulti, strumenti alternativi al linguaggio verbale, permette di scoprire nuovi modi per raccontarsi ed esprimersi, ma anche per raccontare quello che ci circonda.

Il racconto permette di tramandare, di affidare ad un'altra persona quello che pensiamo attraverso immagini oppure no, e quello che viene tramandato in un qualche modo continua a vivere!


martedì 18 giugno 2013

Papaye et Mamangue


Ho scoperto questo libro ad un corso di formazione, Leggere le figure, organizzato dallo Spazio B**K di Milano e tenuto da Giulia Mirandola.
Un libro semplice, ma allo stesso tempo complesso.
Complesso il ragionamento generatore, ma semplice ed efficace il risultato.
Un libro “reverse”. Il lato A si intitola Papaye e il lato B Mamangue (o viceversa).


Papaye et Mamangue di Lydia Gaudin Chakrabarty, Ed. Chandeigne, 2012


La narrazione scorre su pochi colori che riescono a catalizzare l'attenzione: il bianco elegante e pulito, il giallo forte e vivo e l'arancio. Quest'ultimi in realtà sono i colori dei due frutti protagonisti (mango e papaia) che ispirano non solo i colori, ma anche le forme che nascono, si trasformano ed evolvono di pagina in pagina.
Ed è proprio lo scorrere di ogni pagina che ci cattura.
Questi due frutti daranno dei frutti!
Il mango in realtà è una pancia “piena di vita”, ma anche la papaia genera vita e si prende cura della propria creatura.













Un libro che sorprende e spalanca gli occhi a chi ha la capacità di osservare e cogliere piccoli movimenti e leggere mutazioni.







Ho donato questo piccolo libro ad un'amica e alla sua neo-nata famiglia che saprà osservare i propri frutti crescere di giorno in giorno. Ben-arrivato Andrea!



domenica 2 giugno 2013

LIBRI LIBERI

Ieri pomeriggio, presso la Biblioteca di Lodi, si sono tenute le premiazioni del concorso indetto dalla Libreria Sempreliberi di Lodi (qui il regolamento) in collaborazione con il Sistema Bibliotecario del Lodigiano e la Provincia di Lodi. Hanno partecipato 116 studenti di 8 classi del "C. Piazza", Liceo Artistico lodigiano. La giura, di cui ho fatto parte, ha visionato ben 91 progetti di silent book...perchè questa era la richiesta: realizzare un libro senza parole per bambini.



giuria riunita presso la Libreria Sempreliberi, durante la selezione


Tanti i progetti e tante le idee, i ragazzi sono stati molti bravi. Si sono cimentati nella costruzione di libri pop-up, nell'acquerello, in progetti digitali, hanno osato con pagine di formati differenti, libri tattili, libri per stimolare i cinque sensi, ecc...












La varietà dei progetti dimostra che da parte loro c'è stata una ricerca, sicuramente guidata dai loro insegnanti che hanno saputo dare loro le informazioni corrette per poter affrontare un argomento non comune. Ogni progetto era corredato dallo storyboard (qui, sul blog Le figure dei libri trovate nello specifico di cosa si tratta) che si trova esposto nella mostra, arricchendola di quesi passaggi non visibili, ma che sono fondamentali per la costruzione di un libro.










Le premiazioni si sono aperte con un discorso del preside del Liceo che ha ricordato che spesso all'interno di una scuola ci si trova difronte a dei talenti e che bisogna saperli coltivare. Questo dovrebbe essere un monito per tutti!
Qui sotto i lbri vincitori:






Primo premio: Apri la porta
Secondo premio: Faces
Terzo premio: La casa sull'albero
Quarto premio (aggiunto in corso d'opera): Gli uccelli notturni
Questi libri si sono distinti per le idee, per l'attenzione con cui sono stati realizzati e semplicemente perchè sono stati i migliori. Invito tutti ad andare a visionare i libri vincitori e anche tutti gli altri che rimarranno esposti fino all'8 Giugno. La mostra sarà visitabile durante gli orari di apertura della Biblioteca (per info: www.bibliotechelodi.it - tel. 0371 442 319).
Penso che questi ragazzi siano stati bravi e coraggiosi nel cimentarsi in un'esperienza nuova. Hanno saputo narrare senza l'utilizzo della parola, cosa non semplice, ma soprattutto hanno saputo dar forma alle loro idee.

domenica 12 maggio 2013

SCOMPIGLIATA...


...come sempre, dopo un corso di formazione!
Tante le idee, tanti i punti di domanda, tanti i dubbi, tante le emozioni.



foto scattata durante il seminario


Questo fine settimana ho seguito il corso di formazione “Scartate e scompigliate” a Reggio nell'Emilia, organizzato dal centro REMIDA.
Tante maestre e poi io e Siria (collega e amica) che progettiamo e realizziamo laboratori creativi.
Due esseri ibridi.
Ci siamo sentite così.
Esiste una distinzione tra una maestra che ha la possibilità di sperimentare e indagare a lungo con i “i propri bambini” materiali e mezzi e chi propone laboratori creativi che spesso non vede gli stessi bambini per più di tre incontri. La mancanza di tempo è come un'incognita non risolvibile che spinge ad accelerare i tempi di sperimentazione e ricerca.
Nei nidi e nelle scuole dell'infanzia di Reggio e con Reggio vorrei identificare tutte quelle soluzioni scolastiche purtroppo atipiche all'interno di una realtà scolastica italiana vecchia e obsoleta, dove vedo ancora maestre che fotocopiano e fanno colorare...
Negli anni '80, quando frequentavo l'asilo, mi venivano fornite delle fotocopie che dovevano essere colorate!
...qui a Reggio, dicevo, le maestre lavorano anche un anno intero con LA CARTA che viene proposta, esplorata, osservata, indagata, progettata. La carta, come ogni altro materiale che si può proporre ad un bambino, si trasforma in un mezzo valido per imparare ad esplorare, OSSERVARE, indagare e progettare LA VITA.
Questo, penso, il fulcro di tutto: l'osservazione.
Se si impara ad osservare, si impara ad aspettare, ad ascoltare, a concedersi il gusto della vita che è fatta di noi e di altri, di me e di te, di intrecci e sapori diversi da scoprire e rispettare, perché chi osserva, rispetta.

Un leggero retrogusto amaro, però, mi è rimasto. Un senso di ridondanza.
Forse è troppo?
Ho seguito altri percorsi di formazione.
Al Castello di Rivoli troppa ricerca estetica.
Qui a Reggio troppa ricerca pedagogica.
Dove sta il giusto?
Forse si può trovare nel mezzo?
In un essere ibrido, per esempio?
Ho seguito anche i corsi organizzati dal MIC di Faenza che sento più come me: sperimentazione e ricerca estetica camminano di pari passo. Ciò che viene fatto non da l'impressione di essere fine a se stesso. Non ci si incammina in un tunnel di cui non si vede la fine.
Nelle esperienze da me proposte, la fine c'è ed è piacevole, perché nasce comunque dalla sperimentazione, dalla ricerca che inevitabilmente ci insegnano ad osservare.

Ogni corso frequentato è un'esperienza che pone domande, insinua dubbi, ma che mi aiuta a trovare risposte!


martedì 30 aprile 2013

...e finalmente riapre!

Dopo un lungo trasloco finalmente Sabato 4 Maggio riapre la Libreria per bambini e ragazzi di Lodi. Si presenta con una nuova veste, in via Gaffurio al civico 18.




locandina realizzata da Ambra Bechini
 http://ambrabechini.tumblr.com/


All'interno una grande novità: il laboratorio Nautilus, gestito da Maria (musicista e musicoterapeuta) che proporrà diverse iniziative. Al più presto altre informazioni, ma per ora spero di vedere tanta gente Sabato dalle ore 11 in poi...




lunedì 29 aprile 2013

Punti di vista/2

Alla Fiera del libro di Bologna di quest'anno, tra i tanti bei libri visti (vien da sè che avrei voluto fossero tutti miei!) ne ho acquistato uno che in particolar modo mi ha colpita per la sua semplicità, ma al tempo stesso per la grande efficacia...come tutte le cose semplici. Il titolo: Cos'é?



Cos'è?, di E. Cumer, ed. Artebambini, 2013

Valerio un bambino di 2 anni dalla dialettica disarmante, figlio di un'amica, sfogliandolo, mi ha detto: piccolo blu piccolo giallo. In effetti la grafica e il tipo di illustrazione lo ricorda.
Si tratta di pezzi carta, anzi di un unico pezzo di carta che si trasforma in continuazione. E quindi cos'é?
E' una nuvola, è una pecora, è un albero, è un pesce ed è ancora tante altre cose.









Qui, il collegamento con Munari e con uno dei suoi "storici" laboratori, è veloce. Preparando fogli tagliati o strappati a caso, di forme insolite e strane, saranno le stesse forme a suggerire un soggetto da colorare all'interno della sagoma, che risulterà diverso ad ogni occhio che lo guarderà. Prossimamente vi mostrerò alcuni di questi lavori realizzati con bambini di varie età.