Il blog della Topipittori oggi ha pubblicato un post che parla del concorso sull'albo illustrato che io e Barbara abbiamo proposto ai ragazzi di Lodi. Vi lascio anche il sito della casa editrice (Topipittori) per poter curiosare tra i loro libri illustrati, autori e illustratori: http://www.topipittori.it/it/chi-siamo
venerdì 5 ottobre 2012
mercoledì 3 ottobre 2012
Un concorso per i ragazzi di Lodi
Quest'anno Barbara, libraia della libreria Sempreliberi di Lodi per la quale realizzo laboratori creativi, mi ha proposto di organizzare con lei un concorso rivolto ai giovani del Liceo Artistico "Callisto Piazza" di Lodi. Si tratta di un concorso sull'albo illustrato, più in particolare si è pensato di impegnare i ragazzi nella realizzazione di un SILENT BOOK per bambini.
L'idea si è presto concretizzata ed è stata ben accolta da insegnanti e ragazzi.
Di seguito il programma degli eventi organizzati:
5-8 Ottobre: presentazione del concorso ai ragazzi del Liceo Artistico "Callisto Piazza" di Lodi presso il liceo stesso
6 Ottobre: inaugurazione della mostra del libro d'artista per bambini OPLA' di Merano "Arte e avanguardie", presso il Museo della Stampa di Lodi alle ore 17:00
12 Ottobre: incontro tra i ragazzi e l'illustratrice Alicia Baladan presso il Museo della Stampa di Lodi
Il percorso terminerà a Maggio 2013 con una mostra dedicata ai ragazzi e ai loro libri e la premiazione dei vincitori. Vi terrò informati!
Se qualcuno fosse interessato ad approfondire l'argomento ALBO ILLUSTRATO, consiglio di leggere Ad occhi aperti. Leggere l'albo illustrato.
| Hamelin (a cura di), Ad occhi aperti. Leggere l'albo illustrato, Donzelli Editore, 2012 |
venerdì 28 settembre 2012
Per filo e per segno
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| L. Mattia e V. Facchini, Per filo e per segno, Donzelli editore, 2012 |
Questo il titolo di un albo illustrato la cui storia mi ha colpita. Racconta di una bambina che ama ascoltare storie e non le vuole dimenticare. Così decide di intrecciare una rete con dei fili recuperati da una sarta, per pescare le storie e poterle trattenere.
Ma non basta, le storie sono tante!
Allora con un panno e inchiostro di seppia, decide di trascriverle tutte. Ne fa un libro che si arricchisce di racconti ogni giorno sempre di più.
Narravano i vecchi a cui la memoria ogni tanto mancava.
Narravano i giovani che vivevano quel che c'era da vivere con la voglia di non dimenticarsene.
Narravano i bambini, giocando a <<facciamo che io ero...>>.
E crescevano le storie, salivano dal cuore, dalla mente, dalle ore.
[…]
c'erano, nella sua rete, storie guizzanti e fitte come un branco di acciughe,
storie feroci come gli squali dell'oceano mare, storie nascoste come i granchi di scoglio,
storie splendenti come perle d'abisso, storie brillanti come coralli di roccia.
[…]
La seguirono tutti, bambini e bambine, sbirciando quel libro che Silva aveva tra le mani
e -prometteva lei- avrebbe narrato il bello e il brutto, l'allegro e il triste, il dolce e il salato.
Al Capitano del Popolo dalle sembianze hitleriane la cosa, però, non piaceva e ordinò di tagliuzzare pagine, fili e pensieri.
<<Non mi piace questo modo di fare. Nelle storie c'è memoria del tempo.
E leggere, poi, fa pensare.
Che sarà di questi bambini, se la lasciamo fare?
[...]>>
[...]>>
Le storie di Silva vennero tutte tagliuzzate, ma ci pensarono i bambini a “sistemare” perché proprio non volevano perdere il filo di quelle storie...
Questo albo mi riporta alla mente Bebelplatz, una piazza di Berlino dove il 10 maggio del 1933, i nazisti bruciarono migliaia di libri che si pensava potessero ledere lo spirito e il “pensiero” tedesco.
Questa piazza, però, “nasconde” nel sottosuolo degli scaffali vuoti (non a caso dipinti di bianco) che ricordano una biblioteca vuota. Quest'opera, realizzata dall'artista Micha Ullmann, si può vedere grazie ad un vetro ad altezza della pavimentazione ed è stata pensata e realizzata per non dimenticare.
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| foto mie, scattate nel 2006 |
Si dice che un uomo (Georg Salzmann) sia riuscito in tanti anni di ricerche presso mercatini, negozi di antiquariato e privati a raccogliere 12.000 volumi.
Le stesse edizioni di quei libri che i nazisti bruciarono.
Questa "biblioteca dei libri bruciati" dovrebbe essere ora accessibile a tutti, nell'Università di Augusta in Baviera.
Per non perdere il filo di quelle storie...
giovedì 27 settembre 2012
Benvenuta Amelia!
Oggi è nata Amelia. Sono sicura che avrà le capacità e la possibilità di realizzare tutto ciò che le verrà in mente!
domenica 23 settembre 2012
La luce e i materiali/2
Pensando a MAN RAY* (fotografo, pittore, creatore di oggetti e film sperimentali), mi è venuto in mente che si poteva offrire ai bambini la possibilità di approfondire il discorso dei materiali e del loro rapporto con la luce, lavorando, però, in camera oscura con la stampa a contatto. Vien da sé che l'esperienza e l'utilizzo di strumenti e tecniche tipiche della fotografia, ma soprattutto di una fotografia che i bambini di oggi non conoscono perché digital natives, hanno affascinato e interessato tutti.
Qui sotto alcuni dei risultati ottenuti:
Qui sotto alcuni dei risultati ottenuti:
*Nel 1921 Man Ray scopre casualmente le rayografie (o stampe a contatto), una delle invenzioni più straordinarie del XX secolo che rappresenta un momento di rottura sia in senso espressivo che dal punto di vista della realizzazione, dai canoni della tradizione fotografica.
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| Les champs delicieux, Man Ray |
sabato 22 settembre 2012
La luce e i materiali/1
Vi voglio presentare un'esperienza che propongo spesso ai bambini e che viene sempre apprezzata.
Il motivo: probabilmente perché veloce e perché ingrandisce ed illumina i loro lavori! Si tratta della tecnica, non nuova, delle proiezioni dirette, che permette di scoprire l'opacità, la traslucidità o ancora la trasparenza dei materiali che decidi di utilizzare, grazie ad una luce forte e diretta. Una sorta di GIOCO AL MICROSCOPIO!
Basta un proiettore di vecchia generazione ed è fatta...
lunedì 10 settembre 2012
Da cosa nasce cosa
Celebre e significativa frase di B. Munari (nonchè titolo di un suo libro) che presuppone un metodo aperto, mai statico, sempre in divenire. Ed è questo lo spirito con il quale è stato affrontato il corso di formazione proposto ad un gruppo di deliziose insegnanti del lodigiano. Una sorta di laboratorio dove poter sperimentare in prima persona. Colore, segni e materiali hanno dominato la scena assieme a dei nuclei teorici ben calibrati, affrontati da una pedagogista (Caterina!). La formula teoria + pratica è piaciuta. Alla prossima!
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| Insegnanti al lavoro |
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